Si è svolto a Chimoio dal 13 al 15 gennaio 2026 l’incontro dei missionari italiani che lavorano in Mozambico. Una trentina i partecipanti su quasi 80 presenti nel paese, arrivati in questa città al centro del Paese. E’ la prima volta che la Fondazione Missio riesce ad organizzare questo incontro: prima era stato il Covid a fermare l’iniziativa, l’anno scorso una situazione sociale e politica non certo tranquilla. Finalmente i missionari italiani hanno potuto incontrarsi per tre giorni di riflessioni, testimonianze, ma anche momenti di scambio di esperienze. A condurre l’incontro don Sergio Gamberoni, direttore del CUM, con l’equipe locale di missionari.
Il Mozambico vive una situazione difficile: la guerra al nord, nella regione di Cabo Delgado, la situazione politica che a 50 dall’indipendenza non ha mostrato il cambiamento sperato, la svendita alle multinazionali delle risorse, una povertà sconcertante che stride da un lato con le enormi ricchezze del paese, dall’altro con le esigenze dei giovani (più del 50% della popolazione ha meno di 18 anni) che vogliono un futuro che oggi non vedono.
Alla tre giorni di incontri, riflessioni, dibattiti e molto altro sono intervenuti fratel Kipoy Pombo con una panoramica storica della missione in Africa e nel Mozambico, Thómas Selemane, economista mozambicano, sulla situazione economica e sociale, padre Josè Joaquim Luis Pedro, provinciale dei comboniani, che ha delineato la realtà della chiesa oggi nel paese.
«La gioia della presenza», racconta don Sergio, «è stata la caratteristica delle giornate vissute insieme, nonostante le situazioni vissute oggi in questo paese che, se da un lato ha grandi possibilità, dall’altro sembra perdere ogni giorno di più la speranza di un futuro migliore.
La povertà sotto i vari aspetti, infatti, è il denominatore comune in tutto il paese, da nord a sud, certificata inesorabilmente dalle classifiche internazionali.»